Il circolo virtuoso dell’ottimismo: una spiegazione neurobiologica

Il circolo virtuoso dell'ottimismo: una spiegazione neurobiologica

Gli studi condotti dalla Prof.ssa Sanda Dolcos, presso l’Università dell’Illinois, hanno mostrato che sperimentare pensieri ottimistici aumenta la probabilità di sperimentarne ancora in futuro, instaurando una sorta di circolo virtuoso dell’ottimismo.

Alla base di tale circolo virtuoso vi sarebbero (oltre a fattori di tipo cognitivo) anche le modifiche biologiche che ottimismo e pessimismo producono nell’area orbitofrontale dell’emisfero sinistro del cervello.

Le ricerche condotte dalla Prof.ssa Dolcos e dai suoi collaboratori sono partite dalla constatazione che nei soggetti ottimisti lo spessore della corteccia cerebrale nell’area orbitofrontale dell’emisfero sinistro è più grande rispetto ai soggetti non ottimisti.

Precedenti ricerche, condotte da neuroscienziati e psicologi, avevano mostrato che gli eventi negativi e traumatici tendono a provocare una riduzione dello spessore della corteccia cerebrale nell’area orbitofrontale e probabilmente è questo il motivo per cui nei pessimisti (gli eventi traumatici inducono al pessimismo) la corteccia cerebrale in questa area è più sottile.

Secondo la Prof.ssa Dolcos, la relazione tra spessore della corteccia cerebrale e ottimismo sarebbe mediata dalla capacità di gestire l’ansia.

E’ stato infatti dimostrato in alcuni esperimenti che l’area orbitofrontale della corteccia svolge un ruolo importante nella regolazione dell’ansia: più questa area è grande più il soggetto riesce a gestire positivamente l’ansia.

L’ipotesi della Prof.ssa Dolcos è che una maggiore capacità di autoregolare positivamente l’ansia determini una visione più positiva degli eventi e della vita.

Tale visione positiva, a sua volta, riduce le probabilità che la corteccia cerebrale orbitofrontale si assottigli in conseguenza di eventi negativi, e si instaura così un circolo virtuoso: i pensieri ottimistici aumentano la probabilità di pensare ottimisticamente anche in futuro.

Le prossime ricerche scientifiche in tale campo si porranno probabilmente come obiettivo fondamentale quello di capire come gli interventi psicologici (soprattutto cognitivo-comportamentali, ma anche di altro tipo) possono facilitare l’attivazione del circolo virtuoso dell’ottimismo in soggetti tendenti al pessimismo.