Le voglie in gravidanza: leggenda o realtà?

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Le voglie in gravidanza leggenda o realtà

Fino a poco tempo fa, in alcuni ambienti scientifici si riteneva che le voglie in gravidanza, cioè il desiderio della gestante, improvviso, impellente e forte di mangiare un determinato alimento, fossero solo una leggenda senza alcun fondamento scientifico.

Studi recenti hanno invece mostrato che le voglie in gravidanza hanno un preciso fondamento biologico e che, molto probabilmente, in alcuni casi sono anche determinate da fattori psicologici.

In conseguenza della stimolazione degli ormoni, in gravidanza c’è una modificazione del metabolismo che fa crescere il fabbisogno di specifici nutrienti, in modo particolare di carboidrati, e ciò determina l’attrazione della gestante verso determinati cibi.

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I fattori psicologici delle voglie

Anche i fattori psicologici possono svolgere un ruolo nel manifestarsi delle voglie.

Durante la gravidanza può capitare che la futura mamma avverta un sano desiderio di essere accudita e coccolata, e che le voglie rappresentino quindi uno modo per manifestare questa esigenza di accudimento.

Tornando ai fattori biologici che determinano le voglie in gravidanza, alcuni risultati interessanti sono stati recentemente ottenuti in studi condotti su animali.

In uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del Centro Champalimaud di Lisbona, sotto la guida del Dott. Ribeiro, è stata messa in luce una similarità alquanto curiosa tra animali e essere umano:  la ceratitis capitata, meglio conosciuta come mosca della frutta, sperimenta un aumento del desiderio di sale durante la gravidanza.

Lo stesso fenomeno accade nella donna dell’essere umano immediatamente dopo il concepimento.

Dopo una serie di esperimenti i ricercatori hanno scoperto, non solo, che la mosca della frutta effettivamente condivide con i mammiferi un aumento del desiderio di sale durante la gravidanza, ma anche, che una dieta ricca di sale determina una maggiore produzione di cellule uovo.

Ribeiro afferma: Abbiamo scoperto che esiste una correlazione diretta tra la quantità di sale nella dieta e la quantità di cellule uovo che le femmine sono in grado di produrre e aggiunge: Sembra anche che l’aumento del desiderio di sale si verifichi in diverse specie animali e ciò suggerisce l’esistenza di cause biologiche comuni.

Secondo Samuel Walker, dottorando presso il laboratorio del Dott. Ribeiro, durante l’accoppiamento il maschio inietta nella femmina una molecola chiamata Sex Peptide che modifica la percezione del gusto.

Walker spiega: La molecola attiva alcuni neuroni nell’utero della femmina e una breve catena di interazioni neuronali segnala al cervello di aumentare la preferenza per il sale.