F come fantasie sessuali

F come fantasie sessuali

Viviamo in una cultura che non lascia molte vie di espressione alla creatività.

Impariamo presto a sotterrare la nostra fantasia con censure, razionalità, banalità e convenzioni, soffocando le nostre parti più vitali.

Anche le fantasie sessuali sono espressione della nostra vita interiore, attingono ad una parte di noi.

Sono sensazioni, idee, elaborazioni che scuotono le nostre emozioni, ci accendono.

Che spesso tendiamo a nascondere, quasi vergognandoci.

Che a volte irrompono all’improvviso e possono sconvolgere per i contenuti, facendoci addentrare in territori che non vorremmo mai conoscere dal vero. Ci offrono vitalità però, risvegliando e rinnovando il desiderio.

Qualche volta soddisfano più del sesso vero, succede anche questo. Le fantasie vanno oltre i confini della nostra sessualità.

In alcuni casi preferiamo condividerle con partner occasionali o sconosciuti, si ha paura di portarle nella relazione.

Rimangono esperienze sospese in dimensioni altre, lontane dalla vita di tutti i giorni. Un ambito privato di espressione.

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Scienza e fantasie sessuali

La ricerca recente dice che i contenuti di questo immaginario non risultano però così originali e insoliti.

Dominio e sottomissione, bondage, sesso di gruppo e anale si rivelano abbastanza comuni.

Inoltre, anche se la sessualità, il desiderio, la masturbazione femminile sono ancora tabù – non risulta viziosa o ninfomane se è lei ad esprimere la propria voglia? – la scienza dice che le donne desiderano e fantasticano sul sesso quanto gli uomini.

I maschi sono solo socialmente più abituati a valorizzare il loro piacere, ad amplificarlo. Possono parlarne liberamente.

Sembra piuttosto che i temi dell’immaginario erotico siano connotati sulla base del genere, anche se esiste una variabilità individuale piuttosto ampia.

Secondo le indagini, le femmine desiderano maggiormente essere dominate dal partner mentre i maschi sognano soprattutto di tradire.

In particolare le donne pensano a cosa un uomo può fare loro, si eccitano sul desiderio maschile.

Immaginano di cedere ai desideri di un maschio dominante, coinvolgendosi in pratiche erotiche squilibrate dal punto di vista del potere, così come avviene tra i protagonisti del bestseller Cinquanta sfumature di grigio.

Osare con la mente per lei vuol dire farsi guardare, esibirsi, sedurre a distanza o fare sesso con sconosciuti.

L’immaginario maschile sembra invece popolato soprattutto da immagini visive concentrate sui genitali, e ricco di performance: fare sesso con trans, con più partner contemporaneamente, guardare la propria compagna mentre si intrattiene con altri.

Lui ha comunque la stessa probabilità di fantasticare di essere dominato e sottomesso.

Dalla fantasia alla pratica

Ma forse la differenza di genere più interessante riguarda il fatto che le femmine non sono molto propense a realizzare quello che immaginano, mentre i maschi desiderano metterlo in pratica.

Anche se le fantasie di sottomissione si rivelano una categoria sorprendentemente comune nell’immaginario femminile, questo non vuol dire che le donne desiderino essere violentate, abusate, aggredite: la sottomissione nell’immaginazione è una scelta, non una costrizione.

Qualunque fantasia, qualora venga messa in atto tra adulti consenzienti, deve regalare libertà a chi la vive e a chi la condivide. Altrimenti è un’altra cosa.

L’orientamento sessuale non ha inoltre nessuna influenza sui contenuti.

La ricerca suggerisce che l’unica differenza tra le fantasie di uomini gay o eterosessuali e donne lesbiche o eterosessuali, è il sesso del partner pensato.

Piuttosto, mentre l’idea di avere rapporti con una persona dello stesso sesso è un tema di eccitazione ricorrente tra gli eterosessuali, non risulta che l’altro sesso movimenti il desiderio degli omosessuali.

Sembra piuttosto che siano gli stereotipi di genere a riflettersi pesantemente sul contenuto delle fantasie erotiche, stando ai dati raccolti dalle indagini.

Ma probabilmente esistono aspetti del tutto insondabili, non interpretabili. E fantasie libere e leggere che non stanno in nessuna di queste categorie.

Attaccamento e fantasie sessuali

Secondo una chiave interpretativa del tutto diversa, la produzione di immagini erotiche può aiutarci a comprendere le nostre esigenze più intime.

Un’indagine della psicologa israeliana Gurit E. Birnbaum, pubblicata sul Personality and Social Psychology Bulletin, ha individuato una correlazione tra stile di attaccamento – il modello mentale che abbiamo di noi stessi in relazione all’altro, come ci leghiamo nel rapporto di coppia – e temi delle fantasie sessuali.

Un attaccamento ansioso porta a fantasticare di essere umiliati, impotenti nelle mani di un partner forte. Soprattutto quando il rapporto non funziona bene.

Un attaccamento evitante, invece, è legato a temi di aggressione, ostilità e distacco emotivo. Anche in questo caso la correlazione è rilevante nei momenti più critici della relazione.

Alla fine, il modo in cui vediamo noi stessi, ci immaginiamo e sentiamo di muoverci nelle situazioni, forse non solo erotiche, è influenzato dalla qualità emotiva delle relazioni che viviamo.

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Brunella Gasperini
Psicologa clinica, perfezionata in Psicologia cognitiva e reti neurali. Si occupa prevalentemente di relazioni di coppia e rapporto genitori-figli con particolare riguardo alle tematiche: maternità, sessualità, differenze di genere e sessismo. Ha collaborato con la Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute per attività di ricerca sul disagio psichico.Collabora con il Gruppo Espresso (Salute/Repubblica, Repubblica.it, D-Repubblica.it, National Geographic.it, inserto Benessere e Salute dei quotidiani locali del Gruppo, Il Tirreno, R Club Album Uomo) e altre testate giornalistiche.

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