Il 30 marzo è la Giornata Mondiale del Disturbo Bipolare.

È stata istituita dall’International Bipolar Foundation – IBPF, dall’International Society for Bipolar Disorders – ISBD e dall’Asian Network of Bipolar Disorder – ANBD per promuovere la conoscenza del disturbo bipolare e combattere la stigmatizzazione sociale.

Infatti, se da una parte cresce la consapevolezza che il disturbo bipolare sia una condizione medica – come lo sono il diabete e le malattie cardiache – dall’altra diagnosi precoci e trattamenti efficaci vengono ostacolati da una stigmatizzazione sociale ancora molto forte.

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Cos’è il disturbo bipolare

Il disturbo bipolare, noto anche come malattia maniaco-depressiva, è un disturbo complesso che provoca cambiamenti insoliti dell’umore e del livello di energia.

In tale disturbo si alternano fasi depressive a fasi di euforia, spesso intervallate da lunghi periodi in cui l’umore medio oscilla comunque tra frequenti alti e bassi. Il bipolarismo compromette gravemente le relazioni dei soggetti e le loro performance scolastiche e lavorative.

La maggior parte degli scienziati ritiene che non vi sia un’unica causa scatenante del bipolarismo, ma che esso sia piuttosto il risultato dell’interazione di diversi fattori. Fra questi vi sono fattori di natura sia genetica che ambientale.

I sintomi del disturbo non vanno confusi con i normali alti e bassi che tutti possono attraversare in alcuni momenti della vita. Per tale motivo è molto importante che la diagnosi venga affidata a specialisti della salute mentale.

Il disturbo bipolare può essere trattato efficacemente: il corretto trattamento aiuta molte persone a migliorare il controllo degli sbalzi di umore e dei sintomi correlati.