Psicologia dell’arte: gli impressionisti astratti visti dai bambini

Psicologia dell'arte: gli impressionisti astratti visti dai bambini

Osservando un quadro di Pollock o di De Kooning ci si potrebbe sentire disorientati.

Gli espressionisti astratti sembrano mettere in discussione i riferimenti oggettivi e soggettivi della nozione di arte, generando perplessità soprattutto sulla tecnica pittorica.

E allora con tanta spontaneità davanti a Four Darks in Red di Mark Rothko ci si potrebbe trovare ad esclamare Anche il mio bambino di 5 anni saprebbe dipingerlo!

È possibile riconoscere agli impressionisti astratti capacità pittoriche superiori a quelle di un bambino?

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Una ricerca su arte e bambini

Questa domanda provocatoria ha scosso la sensibilità e la curiosità di un gruppo di ricercatori del Boston College, che hanno voluto indagare se i bambini stessi siano in grado di riconoscere agli impressionisti astratti capacità pittoriche superiori alle proprie o addirittura a quelle di alcuni animali: certi scimpanzé ad esempio sono in grado di dipingere.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Cognition and Development, ha coinvolto bambini di età compresa fra i 4 e i 10 anni.

A ogni bambino sono state presentate 18 coppie di immagini in cui una rappresentava un quadro di un famoso pittore espressionista astratto e l’altra un quadro realizzato da un bambino o da un animale.

Psicologia dell’arte: gli impressionisti astratti visti dai bambini

Sei coppie di immagini venivano presentate senza alcuna informazione su chi fosse l’autore del quadro, sei coppie con le informazioni pertinenti (opera di artista/opera di bambino/opera di animale) e le restanti sei con informazioni invertite (ad esempio il quadro di un artista veniva etichettato come fatto da un bambino).

Di volta in volta il bambino doveva esprimere la propria preferenza estetica e un giudizio sulla bravura dell’autore del quadro.

I risultati hanno mostrato che anche i bambini più piccoli, dai 4 ai 7 anni, sono stati in grado di distinguere le opere degli artisti da quelle realizzate dai loro coetanei o dagli animali, sia nella condizione in cui non erano presenti informazioni sull’autore sia in quella in cui le informazioni erano date in maniera invertita.

Inoltre, i bambini hanno ritenuto che i quadri degli artisti fossero fatti meglio – anche quando le loro preferenze estetiche erano orientate sui quadri realizzati da loro coetanei o da animali – sia nella condizione in cui non sapevano chi fosse l’autore sia in quella in cui avevano informazioni sbagliate.

Prova che il giudizio sull’abilità dell’autore non veniva influenzato dal conoscere chi fosse.

Al di là del significato culturale, filosofico e artistico dell’espressionismo astratto, anche la tecnica dei grandi maestri sembra aver acquistato una piccola prova a propria difesa. E stavolta è parola di bambino!

Chissà che per i più scettici non valga più che interi trattati di critica artistica.