Si può dire di No!

Si può dire di No!

Essere sensibili ai bisogni degli altri è una qualità fondamentale nei rapporti sociali: rispondere alla richiesta di aiuto di un amico o accogliere la supplica del nostro capo che ci chiede di fare un turno extra perché il collega è malato sono comportamenti che denotano un atteggiamento positivo e di disponibilità verso gli altri.

L’accondiscendenza alle richieste degli altri ha però un limite: mettere costantemente in primo piano le esigenze altrui a discapito delle proprie non solo è indice di fragilità, ma è anche un comportamento solo raramente motivato da una sana spinta altruistica.

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Perché diciamo No

Secondo la psicologa inglese Linda Tillman della Emory University una persona che mai riesce a dire di No alle richieste degli altri manca della capacità di valutare da sé il valore delle proprie azioni e pertanto cerca negli altri una convalida.

Secondo lo psicologo Jay Earley, invece, le radici di questo atteggiamento affondano nel timore di non essere accettati e amati in modo incondizionato.

I genitori che premiano l’obbedienza dei figli, veicolando il messaggio che l’unico modo che i bambini hanno per essere amati è quello di soddisfare le richieste dei loro genitori, secondo Earley sono responsabili dell’emergere in età adulta di un atteggiamento eccessivamente subordinato alle esigente altrui.

Le persone esageratamente accondiscendenti spendono talmente tanta energia nel cercare di soddisfare i bisogni degli altri che solitamente perdono di vista i propri desideri, si sentono disorientate e non in controllo della propria vita.

Sempre secondo Earley questi vissuti emotivi possono condurre a comportamenti passivo-aggressivi nei confronti di chi esercita su di loro le richieste.

Spezzare questo pattern comportamentale non è un compito semplice. La cura non è la negligenza nei confronti dei bisogni degli altri (tipica delle personalità narcisiste), quanto piuttosto l’adozione di un atteggiamento equilibrato: è importante mantenere tratti positivi quali amichevolezza e sensibilità, ma allo stesso tempo è fondamentale dare maggiore importanza ai propri bisogni.

Un atteggiamento sano deriva dal desiderio di voler essere genuinamente connessi agli altri e non dal sentirsi obbligati a compiacere il prossimo.

Capire le motivazioni dietro le proprie azioni, assecondare i propri bisogni e allenarsi a saper dire di no sono piccoli passi verso un atteggiamento più sano nei confronti di se stessi e degli altri.