Intelligenza e teoria della connettività

Intelligenza e teoria della connettività

Intelligenti si nasce o si diventa?

Molto probabilmente differenze biologiche innate nella struttura cerebrale degli individui incidono sulle abilità intellettive, ma anche le esperienze e le occasioni di apprendimento (soprattutto quelle precoci) possono modificare le reti neurali del nostro cervello e incidere sulla nostra intelligenza.

Le risposte alle domande sull’intelligenza dipendono però anche da che cosa si intende esattamente per intelligenza.

Secondo il Prof. Joe Tsien, ricercatore presso il Medical College of Georgia, negli Stati Uniti, l’intelligenza è la capacità di selezionare le informazioni pertinenti provenienti dall’ambiente e di collegare velocemente tali informazioni con quelle memorizzate nel nostro cervello.

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La teoria della connettività

Un team di ricercatori guidato dal Prof. Tsien ha recentemente formulato la Teoria della Connettività per spiegare le caratteristiche salienti dell’intelligenza.

Secondo tale teoria, le capacità intellettive superiori (ragionamento, deduzione logica, ecc.) sono il risultato di un meccanismo cerebrale che si mette in atto grazie a gruppi di neuroni simili tra loro, ognuno dei quali si occupa di una specifica attività nel riconoscimento degli input provenienti dal mondo esterno o dal mondo interno.

Tale meccanismo, secondo il Prof. Tsien, lavora in base a una regola matematica, un vero e proprio algoritmo che consente agli esseri umani non solo di memorizzare informazioni specifiche (come un computer) ma anche di categorizzare e generalizzare l’informazione in conoscenze astratte e concetti (cosa che i computer ancora non riescono a fare).

Alcuni esperimenti condotti recentemente dal team di ricercatori del Medical College of Georgia sembrano convalidare la teoria della connettività elaborata dal Prof. Tsien.

Le applicazioni pratiche di questa teoria potrebbero essere molto interessanti sia nel campo dell’intelligenza artificiale e della robotica avanzata sia nel campo delle tecniche di abilitazione/riabilitazione cognitiva, oltre che per un avanzamento del Brain Decoding Project, il progetto di mappatura completa dell’attività neurale del cervello umano.