Prerequisiti dell’apprendimento: cosa può fare la scuola?

Prerequisiti dell’ apprendimento: cosa può fare la scuola?

Prima che il nostro bambino impari a leggere, scrivere e far di conto è fondamentale che alcune abilità più semplici si consolidino e inizino a lavorare in sinergia.

Immaginiamo queste abilità come dei mattoncini dell’apprendimento con i quali il bambino può costruire competenze via via più complesse.

Lo sviluppo dei prerequisiti dell’apprendimento segue dei ritmi leggermente diversi da bambino a bambino.

Gli insegnanti sono solitamente i primi a notare la precocità di alcuni bambini rispetto ad altri nell’apprendimento della lettura, della scrittura e del calcolo.

Questa variabilità individuale durante le prime fasi dell’apprendimento è normale e non deve destare particolari preoccupazioni, essa infatti tende a ridursi intorno ai 7-8 anni.

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La prevenzione dei disturbi dell’apprendimento

In un’ottica di prevenzione delle difficoltà di apprendimento, tuttavia, sarebbe opportuno monitorare lo sviluppo dei prerequisiti dell’apprendimento e intervenire con potenziamenti mirati quando necessario.

La sede ottimale per la valutazione e il potenziamento dei prerequisiti dell’apprendimento è la scuola.

La valutazione può essere condotta durante l’ultimo anno di scuola dell’infanzia o il primo anno di scuola primaria. Il periodo ideale è la prima metà dell’anno scolastico.

La valutazione può essere fatta da insegnanti adeguatamente formati in materia, tuttavia se la scuola dispone della collaborazione di altre figure professionali qualificate, quali psicologi scolastici, educatori e pedagogisti, queste possono coadiuvare il lavoro dell’insegnante.

Prerequisiti dell’ apprendimento: cosa può fare la scuola?

La valutazione si svolge attraverso l’uso di strumenti standardizzati (solitamente test e questionari osservativi) che restituiscono un profilo non solo delle diverse aree dell’apprendimento, ma anche delle abilità trasversali (capacità motorie, visuo-spaziali, fonologiche, etc.).

Per i bambini che ad una prima valutazione dovessero riportare delle difficoltà significative dovrebbe essere predisposto un piano di potenziamento della durata di almeno uno o due mesi da attuarsi direttamente a scuola.

Il potenziamento dovrebbe andare a rafforzare quelle specifiche aree in cui il bambino ha difficoltà.

Per verificare l’efficacia dell’intervento, al termine del percorso di potenziamento si raccomanda una seconda valutazione con gli stessi strumenti utilizzati durante la prima fase.

Se nonostante il potenziamento un bambino dovesse continuare ad avere difficoltà significative, la scuola deve darne comunicazione ai genitori e indirizzarli verso un approfondimento clinico in altra sede.

È importante ricordare che la valutazione dell’apprendimento condotta a scuola non costituisce in alcun modo una diagnosi di DSA, si configura, invece, come una buona prassi per l’individuazione dei casi a rischio.

Laddove le scuole non attivassero percorsi di valutazione delle difficoltà di apprendimento (anche detti screening DSA), i genitori possono farne richiesta formale alla direzione.

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