Guarire dal ridere: il potere curativo della risata

Guarire dal ridere il potere curativo della risata

La medicina non è divertente,
ma c’è molta medicina nel divertimento.
L. & M. Cowan

Ridere allunga la vita!

Non è solo una delle tante frasi che dilagano sulla psicologia positiva, sulla necessità di essere felici a tutti i costi, sull’occidentalizzazione di concetti orientali sulla pace della mente tristemente distorti, ma è la scienza a dirlo.

Adesso sappiamo che le emozioni negative danneggiano il corpo: ansia, stress, rabbia possono alterare i sistemi biologici fino ad arrivare a veri e propri danni organici.

Al contrario, ridere contribuisce al nostro benessere e alla nostra salute.

La risata è istintiva, governata dal cervello primitivo.

Ridere quando stiamo male può aiutare a sentirci meglio più velocemente: il riso aiuta a superare situazioni difficili.

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Il caso di Norman Cousins

Il caso di Norman Cousins è un classico esempio del potere curativo della risata. Nel suo libro Anatomia di una malattia descrive i benefici della risata nel combattere quella che era stata la sua malattia: una spondiloartrite anchilosante grave e dolorosa.

Una cura a base di film comici, registrazioni di candid camera, 10 minuti di risate al giorno gli portarono un importante effetto analgesico, fino a una completa guarigione.

I consigli dei saggi

Sin dall’antichità, i medici hanno sempre raccomandato di ridere 10 minuti al giorno per essere in buona salute. Invece, ridiamo pochi secondi al giorno.

Non è un caso che i buddisti sono secoli che ce lo dicono: un quarto d’ora di risata al giorno è come sei ore di meditazione. E sappiamo quanto sia importante la meditazione nel buddismo.

Lo stesso vale per la medicina cinese: il riso deriva dallo shen cardiaco, il centro della totalità psicosomatica dell’essere umano, ridendo si libererebbe un’esplosione di luce e di energia.

I benefici della risata tra mente e corpo

Guarire dal ridere: il potere curativo della risata

Dalla seconda metà del secolo scorso sono state condotte e continuano a prodursi varie ricerche scientifiche sui benefici psicofisici della risata.

È stato provato che ridere ha un impatto positivo, sia dal punto di vista fisico che psichico.

Una risata provoca una serie di benefici:

  • diminuisce il livello di cortisolo, un ormone prodotto dalle cellule della fascicolata del surrene, conosciuto anche come ormone dello stress, e dell’adrenalina, con conseguente aumento del senso di benessere e capacità di fronteggiare le avversità della vita;
  • produce endorfine, sostanze chimiche prodotte dal cervello, conosciute anche come ormoni del benessere, e dotate di potenti attività analgesiche ed eccitanti, con conseguente aumento del buon umore e prevenzione della depressione;
  • causa la contrazione e la successiva distensione della muscolatura, ciò porta a un rilascio delle tensioni psicofisiche;
  • provoca l’aumento e il successivo rallentamento del battito cardiaco, con conseguente sensazione di pace e tranquillità e miglioramento dei processi del sonno;
  • aumenta l’ossigenazione del sangue, ciò può aiutarci a sentirsi meglio e a essere più attivi;
  • provoca un aumento della temperatura corporea e delle difese immunitarie incrementando il numero di linfociti T nel corpo, con conseguente potenziamento della qualità della vita;
  • allontana l’anidride carbonica, con conseguente funzione depurativa dell’organismo e miglioramento delle funzioni intestinali ed epatiche.

… un minuto di riso irrefrenabile

Un minuto di riso irrefrenabile equivale a 45 minuti di relax: perché privarcene?

Quante volte abbiamo esclamato Sono morto dal ridere?

Iniziamo anche a guarire dal ridere!

In fondo, come recita un famoso proverbio Yiddish:

Una risata è per l’anima

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Davide Viola
Psicologo, psicoterapeuta e istruttore di mindfulness. Nel lavoro unisco le mie tre passioni più grandi: la neuropsicologia dello sviluppo, la psicoterapia corporea e la mindfulness. Svolgo, per l'Istituto Galton, attività di formazione in psicologia scolastica e in diagnosi e trattamento dei disturbi dell'apprendimento (DSA) e del comportamento (ADHD). Autore di numerose pubblicazioni scientifiche sulla neuropsicologia e sulla psicoterapia.