Quanto è consentita l’autonomia nella Coppia?

Quanto è consentita l’autonomia nella Coppia?

Trovo sempre meraviglioso il momento in cui due persone si innamorano, sembra tutto semplice.

Ricordate? Ne abbiamo parlato nel precedente articolo La costituzione della coppia: e (forse) vissero felici e contenti.

Durante la magia dell’innamoramento, non è possibile scoprire le differenze individuali, ma c’è un’identificazione nell’altro. All’improvviso ci si scopre parlare nello stesso modo, completarsi le frasi, adorare gli stessi gusti relativi a cucina, letture, musiche.

In questa fase, i nostri protagonisti passano dall’immagine di un “io” ad un “noi”. In questo “noi” si perdono i confini personali e l’altro appare come un altro sé. Le emozioni e le letture di ciò che accade sembrano già conosciute e scontate.

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As time goes by

Adesso immaginate questa coppia dopo un anno.

I due protagonisti, hanno iniziato a litigare furiosamente, esprimendo con forza i propri bisogni personali. Ci si sente rabbiosi, incompresi e soli.

Le domande che i protagonisti di questa tipologia di coppia mi rivolgono più spesso, in questa specifica fase iniziano tutte con: Le sembra giusto che….?

  • …stia sempre davanti al pc?
  • …stia sempre al cellulare?
  • …stia sempre con gli amici?
  • …stia sempre in palestra?
  • …stia sempre con la sua famiglia d’origine?
  • …stia cosi tanto tempo a lavoro?

Il più fondamentale e cruento momento che la coppia si trova ad affrontare dopo la magica fase della luna di miele riguarda proprio gli spazi di autonomia personale.

Questo perché fisiologicamente la coppia deve passare da un’immagine di un Noi in cui le differenze individuali non esistono, ad un’immagine più realistica, in cui invece le differenze individuali possono completare l’altro.

Questo passaggio non è indolore e la coppia entra in crisi.

Ciò che era normale prima, ora non lo è più. Le esigenze personali diventano più impellenti.

Ma nonostante il dolore e la rabbia con cui si vive questo momento, tutto ciò è normale e sano!

Se i protagonisti della nostra storia non discutono e non trovano una mediazione fra le esigenze del noi e i desideri personali, rischiano di sacrificare passivamente la propria felicità e, a lungo andare, anche quella della coppia stessa.

Autonomia e famiglie di origine

Occorre anche ricordare che la definizione di Autonomia della singola persona all’interno della coppia, riguarda il modo con cui ognuno è cresciuto nella propria famiglia d’origine.

Le modalità con cui i genitori del futuro partner gli hanno consentito libertà di esplorazione dell’ambiente, sarà la stessa che lui/lei trasferiranno nella coppia futura. E’ proprio nella sua famiglia che l’adolescente fa esperienza delle modalità di protezione/controllo e a sua volta creerà una coppia futura considerando normali i medesimi comportamenti.

Ritrovare se stessi per stare bene in coppia

E così, spesso mi ritrovo in stanza di psicoterapia, con coppie che sono già in una profonda crisi disfunzionale e il bisogno fondamentale che mi riportano è legato al mancato soddisfacimento dei propri spazi personali.

Si riconoscono perché sono persone in apnea, insoddisfatte della propria vita coniugale che ha ingoiato tutti i desideri e la libertà personale.

Dai loro racconti, riscopro persone che prima di arrivare a questa coppia – oggi così disidratata –  erano molto solari,  vivaci,  ricchi di interessi,  di viaggi, di passioni. Erano persone colorate e felici.

Come fare per ritrovare quella leggerezza? La soluzione non è difficile.

Il primo passo è: ritrovare al più presto una maggiore autentiticità e sincerità con se stessi.

E già, perché dopo qualche anno in cui la luna di miele è lontana e diventa normale avere una vita di coppia con ritmi stabili, il pericolo maggiore è sopravvivere anziché vivere.

Si sacrifica il soddisfacimento dei propri bisogni per il bene della coppia o dei figli, e man mano questa stabilità diventa pesante e ci si dimentica gradualmente chi si era e quali erano i propri bisogni. Ci si scopre improvvisamente in apnea e infelici.

Questa triste consapevolezza ha un’unico rimedio: Ri-Guardare in fondo a se stessi e Ri-TrovarsiRi-scoprire i propri bisogni, interessi e passioni.

Il secondo passo è: parlare autenticamente con la persona cui cui si vive la coppia e trovare un nuovo patto, che tenga in considerazione il Noi, senza abbandonare il proprio Io.

Ci si può riscoprire con felicità persone diverse!

La felicità della coppia non può realizzarsi se le persone che la compongono sono tristi!

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