Fotografia terapeutica: le foto per allenarsi a una vita migliore

Fotografia terapeutica: le foto per allenarsi a una vita migliore

Hai mai pensato di utilizzare una fotografia per allenarti a una vita migliore? La fotografia terapeutica è una disciplina che invita all’utilizzo di fotografie come veicolo per la riflessione e il cambiamento.

La qualità delle fotografie è irrilevante: sfocate, sgualcite, casuali… ogni fotografia è adatta a questo tipo di terapia.

Sebbene in molti abbiano parlato di fotografia terapeutica, la mia preferenza va al modello di Judy Weiser
che sta lontano dalle interpretazioni teoriche e dalle codifiche precostruite.

Il terapeuta non legge le fotografie al posto degli altri e non attribuisce significati, ma guida a scoprire i
significati personali.

L’utilizzo della fotografia in terapia è utile per esplorare le relazioni, i ricordi – anche traumatici -, la percezione del proprio corpo e di sé, per identificare obiettivi e prendere decisioni. In sintesi, per allenarsi a una vita migliore.

Vuoi allenarti a una vita migliore?

Prendi una fotografia, dai! Guardiamola insieme!

Va bene qualsiasi immagine per iniziare. Puoi scegliere una fotografia sulle pagine di un giornale, online
oppure puoi usare una fotografia che ti ritrae, recente o passata o che ritrae familiari, amici…

Questo articolo non può, per ragioni di spazio, essere esaustivo, anche se vuole essere un primo, agevole vademecum per osservare in modo nuovo le tue fotografie.

Le fotografie sono impronte della nostra mente, specchio delle nostre vite, immagini riflesse dei nostri
cuori.-  J. Weiser

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#1: Perché hai scelto proprio questa fotografia?

Hai scelto questa fotografia, per qualche ragione. Anche fosse capitato che la hai presa a caso da un giornale, qualcosa ti ha fatto scegliere proprio questa foto e non un’altra.

Ora osservala:

Cosa rappresenta di importante per te?

Potrebbe rappresentare la natura, l’amore, la cura di sé, la creatività, la felicità…

Potrebbe anche rappresentare qualcosa che non ti piace: se fosse così, per rintracciare ciò che è importante per te, cerca l’opposto di ciò che ti comunica la fotografia.

Ti faccio un esempio. Immagina di aver scelto una fotografia che rappresenta un’immagine di guerra e che tu detesti la guerra.

Cosa potrebbe essere, quindi, importante per te? La pace? La solidarietà?

Questo primo passaggio ti permette di estrarre dalla fotografia che stai osservando uno o più valori.

I valori sono ciò in cui credi e danno una direzione alle tue scelte di vita.

#2: Amplia il contesto fisico: c’è altro da vedere oltre la cornice

La fotografia che stai guardando è un dettaglio di un contesto più ampio che comprende, ad esempio, l’ambiente, eventuali persone non ritratte, chi ha scattato la fotografia.

Per usare la fotografia in modo psicologicamente utile puoi prendere in considerazione questo contesto.

Un modo divertente e creativo consiste nell’immaginare di prendere la fotografia sui bordi e di tirarla per farla diventare più larga e più alta; oppure puoi disegnare tu la continuazione dell’immagine.

Cosa cambia? L’immagine assume significati nuovi?

Oppure conferma e accentua quelli già ipotizzati?

Nota se qualcosa colpisce la tua attenzione in questo contesto ampliato e prova a chiederti che cosa desiderasse ritrarre chi ha scattato la fotografia e cosa potrebbe aver ritenuto importante inquadrare.

Considerare il contesto fisico all’interno del quale è stato estrapolato il dettaglio fotografico è utile per allenarti a notare il contesto allargato in cui agisci i tuoi comportamenti nella vita.

I tuoi comportamenti sono agiti in un contesto fisico che comprende ambiente, cose e persone che si influenzano l’un l’altro.

#3: Amplia il contesto temporale: la storia

Fotografia terapeutica: le foto per allenarsi a una vita migliore

Così come hai ampliato il contesto fisico, puoi ampliare il contesto temporale.

Quali eventi hanno portato al momento ritratto?

Cosa c’è stato appena prima del momento ritratto dalla fotografia? E prima ancora?

Puoi ampliare il contesto anche in direzione futura ossia chiedendoti cosa potrebbe succedere dopo quel momento che la fotografia rappresenta.

Se desideri, puoi raccontare una storia di cui questa immagine sia un tassello narrativo.

Quali ostacoli incontrano i personaggi e quali caratteristiche mettono in gioco nella storia? Usano bene le loro possibilità?

Potrebbero comportarsi diversamente? In che modo, secondo te?

Allenarsi a considerare e ampliare il contesto temporale dei tuoi comportamenti, sia esso contingente, remoto o futuro, è un altro utile strumento per comprendere il senso delle tue azioni, di emozioni, pensieri ed intenzioni e per trasformarle, se lo desideri.

Hai un ruolo attivo nella tua storia e puoi scegliere quali comportamenti vale la pena ripetere per perseguire i tuoi valori e quali è preferibile abbandonare o modificare.

#4 (facoltativo): Un regalo speciale

Se ti va, puoi ora fare un regalo speciale. Puoi donare l’immagine – o la sua copia – a qualcuno di importante per te, accompagnando il dono con un biglietto che racconti le tue riflessioni e i tuoi propositi.

Stai per fare un regalo intimo, potenziante per la relazione, che fa bene a te che doni e a chi riceve.

Voglio farti un regalo
Qualcosa di dolce
Qualcosa di raro
Non un comune regalo.

T.Ferro

Francesca Fontanella per Psicologia24

Fonti:

Berman L., 2002. La fototerapia in psicologia clinica: Metodologia e applicazioni. 

Weiser J., 2013. FotoTerapia: Tecniche e strumenti per la clinica e gli interventi sul campo.