La timidezza e la fobia sociale nei bambini

La timidezza e la fobia sociale nei bambini

Tutti i bambini attraversano un periodo in cui si sentono a disagio con persone che non conoscono bene e con estranei.

L’ansia dell’estraneo, come viene spesso chiamata, di solito compare la prima volta fra uno e i due anni e scompare intorno ai due anni e mezzo.

Alcuni bambini continuano a manifestare dei segni di timidezza dopo questa età, ma quando iniziano la scuola e trascorrono più tempo con altri bambini di solito tutto si risolve.

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Timidezza o fobia sociale?

In alcuni casi, però, l’aumento di interazioni sociali non aiuta il bambino a sentirsi più a proprio agio. La timidezza si intensifica e diventa più di un semplice problema, causando al bambino un notevole grado di angoscia e interferendo con la capacità di vivere in contesti sociali.

Quando questo accade, dovremmo considerare la possibilità che si tratti di una fobia sociale.

Anche se la timidezza spesso è un precursore della fobia sociale, si tratta di due situazioni che presentano importanti differenze.

I bambini timidi di solito hanno degli amici, mentre i bambini con fobia sociale spesso non ne hanno nessuno, o solo uno o due.

I bambini timidi possono essere riluttanti a partecipare a determinate situazioni sociali ma raramente le evitano, mentre è vero il contrario per i bambini con una fobia sociale.

I bambini timidi spesso sono a disagio – almeno all’inizio – in alcuni contesti sociali, ma non sperimentano l’elevato livello di arousal fisiologico, come gli attacchi di panico, e l’angoscia tipica della fobia sociale.

Infine, i bambini timidi di solito conducono vite relativamente normali, mentre quelli con una fobia sociale no. Non riescono a fare molte cose che i bambini della stessa età invece fanno.

La fobia sociale generalizzata

La fobia sociale può presentarsi sotto due forme, la prima forma è il tipo generalizzato.

I bambini con una fobia sociale generalizzata sono estremamente ansiosi in gran parte delle situazioni sociali.

Hanno grandi difficoltà a interagire con i bambini della stessa età, ma possono avere problemi anche con i bambini più grandi o più piccoli e con gli adulti.

Questi bambini hanno difficoltà a iniziare e mantenere conversazioni con altri bambini, tendono a ritrarsi dal contatto (spesso preferiscono stare vicini ad adulti familiari), sono fortemente a disagio in gruppi di coetanei, possono rifiutarsi di partecipare a giochi di gruppo (magari scelgono di stare ai bordi del campo) e possono essere ansiosi all’idea di parlare con figure di autorità come gli insegnanti.

La fobia sociale non sparisce da sola. In realtà, non solo continua, ma di solito peggiora con la crescita, in particolare al momento dell’adolescenza e nei primi anni dell’età adulta.

Gli adolescenti con fobia sociale non solo sono limitati nelle amicizie; ma si sentono anche estremamente a disagio nelle interazioni con l’altro sesso. Non hanno appuntamenti con nessuno, non partecipano ai balli scolastici e non vanno a passeggiare, si sentono isolati e fuori posto e questo, in alcuni casi, può portare a una depressione.

Quando arriva il momento dell’università, spesso hanno paura di lasciare la scuola, a volte preferiscono un’università locale e continuano a vivere in casa.

Come giovani adulti spesso hanno un limitato potenziale di carriera perché sono timidi e ansiosi nei confronti dei superiori.

Cosa fare per aiutare i propri figli

Se nostro figlio ha una fobia sociale non deve per forza andare incontro a un futuro così limitato. Ci sono molte cose che possiamo fare adesso per aiutarlo a superare questo problema.

È anche possibile prevenire la fobia sociale o bloccarla subito al suo primo manifestarsi, per impedire che si intensifichi e diventi cronica.

Tra le cose che i genitori possono fare per prevenire l’insorgenza della fobia sociale, o per attenuare tale fobia dopo che si è manifestata, vi sono le seguenti:

  1. Evitare bruschi cambiamenti nel contesto sociale dei bambini;
  2. Fare attenzione a eventuali episodi di bullismo o prese in giro;
  3. Non permettere ai figli di fuggire le situazioni in cui devono fare qualcosa davanti ad altri;
  4. Assicurarsi che i figli abbiano scambi sociali con molti bambini della loro età;
  5. Aumentare la sicurezza in sé dei bambini anche in altri ambiti (cioè in ambiti diversi da quello sociale);
  6. Assicurarsi che i figli affrontino gradualmente – e superino – le paure;
  7. Insegnare ai figli alcune tecniche di rilassamento;
  8. Migliorare le competenze sociali dei figli;
  9. Insegnare ai figli a utilizzare le autoaffermazioni positive;
  10. Insegnare ai figli a sostituire i pensieri negativi e catastrofici con pensieri positivi.