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La cosiddetta psicologia positiva è un settore di studi e ricerca scientifica in campo psicologico che anziché occuparsi della patologia, dei disturbi mentali e del loro trattamento, si occupa invece dello studio della crescita personale, dello sviluppo di tutte le potenzialità umane, del raggiungimento del massimo benessere psichico e della piena autorealizzazione.

La moderna psicologia positiva si è sviluppata tramite l’impulso delle teorie del Prof. Martin Seligman  e trae spunto dalle precedenti teorie del Prof. Abraham Maslow.

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La prospettiva del benessere psichico

Secondo il Prof. Maslow lo studio scientifico delle persone che, nei vari ambiti della vita interiore, nelle relazioni e nel lavoro, hanno raggiunto i più alti livelli di autorealizzazione, benessere psicologico e soddisfazione può aiutarci a comprendere quali siano i fattori che determinano la crescita personale e il raggiungimento del massimo benessere psichico.

A livello applicativo, la psicologia positiva più che occuparsi della cura della patologia e del trattamento dei disturbi mentali si occupa invece di aiutare la persona normale a sviluppare tutte le proprie potenzialità e a conseguire un più alto benessere psicologico.

Le ricerche condotte nell’ambito della psicologia positiva hanno cercato di scoprire se, e in che modo, diverse variabili influiscono sul livello di benessere psicologico: tra le altre, sono state studiate variabili relative all’età, il sesso, i tratti di personalità, gli schemi cognitivi, l’orientamento politico, il sistema di valori, la cultura, la religione, la spiritualità, la condizione economica, la vita di relazione e le condizioni lavorative.

Alcuni psicologi positivi hanno anche studiato le variabili neurofisiologiche e le strutture cerebrali in qualche modo correlate con i più alti livelli di benessere psicologico.

I risultati di tali ricerche sembrano mostrare, pur con qualche differenza emersa in qualche ricerca, che i più alti livelli di benessere psicologico, la piena soddisfazione e il senso soggettivo di piena autorealizzazione sono correlati con determinate e specifiche variabili.

Le critiche alla psicologia positiva

La psicologia positiva ha però ricevuto alcune critiche da parte di alcuni psicologi e di alcuni filosofi della scienza.

Una prima critica afferma che lo studio delle piene potenzialità umane, della piena autorealizzazione e della felicità è difficilmente affrontabile dalla scienza, in quanto concetti come quello di felicità sono difficilmente definibili in termini scientifici.

Una seconda critica afferma che la psicologia positiva trascura l’analisi delle differenze individuali, anche genetiche e biologiche, che rendono alcune persone più predisposte di altre a raggiungere i massimi livelli di benessere psicologico.

La psicologia positiva

Gli psicologi positivi hanno risposto a tali critiche sostenendo che anche concetti complessi come quello di felicità possono in qualche modo essere definiti in maniera operazionale e scientificamente attendibile.

Inoltre nei nuovi progetti di ricerca scientifica della psicologia positiva ve ne sono anche alcuni che si propongono di studiare le differenze individuali psicologiche, genetiche e biologiche che potrebbero determinare una diversa capacità delle persone di raggiungere i più alti livelli di benessere psicologico.

La maggior parte degli psicologi che aderiscono al movimento della psicologia positiva è comunque convinto che, al di là di possibili differenze genetiche e biologiche tra gli individui, tutte le persone hanno la capacità e la potenzialità di incrementare il loro senso soggettivo di autorealizzazione, soddisfazione e benessere.

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