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Una nuova tecnica per il trattamento di fobie, ricordi dolorosi e disturbo post-traumatico da stress

La prestigiosa e importante rivista scientifica Nature ha di recente avviato la pubblicazione di Nature Human Behavior, dedicata interamente a tematiche inerenti al comportamento umano e alla psicologia.

Nel numero inaugurale di Nature Human Behavior è stato pubblicato un articolo, di un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge, in cui viene presentata una nuova tecnica per trattare le fobie, i ricordi dolorosi e il disturbo post-traumatico da stress – DPTS.

La tecnica, chiamata Decoded Neurofeedback si basa sull’uso di nuovi strumenti di brain scanning e consiste nel rilevare, per un determinato periodo di tempo, la complessa attività neuronale associata a specifiche paure o a specifici ricordi dolorosi e nel far seguire un rinforzo positivo ogniqualvolta tale attività neuronale viene rilevata nel paziente in trattamento.

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L’esperimento sul Decoded Neurodeedback

In un primo esperimento, condotto dal Prof. Ben Seymour e altri ricercatori dell’Università di Cambridge, l’uso della tecnica del Decoded Neurofeedback per un periodo di 3 giorni ha consentito di eliminare, in un gruppo di volontari che si sono sottoposti all’esperimento, la paura associata a un ricordo doloroso (una scossa elettrica che, con il consenso dei volontari, era stata somministrata ripetutamente dai ricercatori prima dell’inizio dell’esperimento).

Nuovi esperimenti saranno ora condotti dal Prof. Seymour e dai suoi colleghi, sia all’Università di Cambridge sia in altre Università che stanno collaborando alla ricerca, per verificare gli effetti della tecnica del Decoded Neurofeedback in pazienti con fobie e disturbo post-traumatico da stress.

Se i risultati saranno positivi, tale tecnica andrà ad affiancarsi alle altre tipologie di trattamento, comportamentali, psicodinamiche e farmacologiche attualmente esistenti.

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La pillola che cancella i ricordi dolorosi

Il ricordo di una brutta esperienza o di un evento traumatico può tormentarci per sempre.

A volte il tormento è tale che preferiremmo dimenticare l’esperienza o l’evento che ci hanno provocato dolore o forte turbamento.

Da alcuni anni un gruppo di ricercatori di un laboratorio di Tolosa dove si studiano i traumi psicologici sta cercando di trovare una soluzione farmacologica al problema dei ricordi dolorosi.

Il prof. Philippe Birmes e i suoi collaboratori hanno condotto degli studi per verificare se una sostanza, il propranololo,  può essere utile per eliminare o attenuare i cattivi ricordi.

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Uno studio sul propranololo

Il gruppo di ricercatori ha proposto di assumere il propranololo a otto persone che erano state coinvolte, molti anni prima, nell’esplosione dello stabilimento Azf di Tolosa che nel 2001 provocò 31 morti e 2.500 feriti.

A distanza di molti anni, chi era stato coinvolto nell’attentato ma ne era uscito vivo presentava ancora molti sintomi come ansia persistente, ricordi dolorosi e disturbi psicosomatici legati al trauma vissuto.

Dopo 6 sedute mediche con somministrazione di propranololo in tutti gli otto soggetti che si sono sottoposti all’esperimento i sintomi negativi si sono fortemente attenuati e il vissuto di dolore legato all’evento traumatico è sensibilmente diminuito.

Anche studi successivi, condotti da altri ricercatori sugli animali da laboratorio, hanno dimostrato che alcune sostanze, come il propranololo, cancellano i ricordi negativi.

È giusto rimuovere i ricordi negativi?

Da qui è nata l’idea che si potrebbe produrre una pillola da utilizzare quando vogliamo cancellare alcuni ricordi.

E’ però un’idea che non a tutti è piaciuta. I comitati di bioetica di alcuni Paesi e di alcune associazioni scientifiche hanno ritenuto non ammissibile, da un punto di vista etico, l’uso di una sostanza per cancellare i ricordi.

Inoltre non è ancora chiaro se oltre a cancellare i ricordi dolorosi il propranololo può anche avere degli effetti collaterali negativi o se, addirittura, può cancellare anche alcuni ricordi positivi.

La possibilità di eliminare farmacologicamente i ricordi apre inoltre una serie di questioni non solo etiche ma anche filosofiche, inerenti all’identità, alla coscienza, alla mente e all’esistenza.

Qualche scienziato ritiene però che le perplessità etiche e filosofiche siano in questo caso ingiustificate. Il Prof. Joe Tsien, del Medical College of Georgia, ad esempio, ritiene che Anche se i ricordi sono degli insegnanti grandiosi e ovviamente cruciali per la sopravvivenza e l’adattamento, rimuovere selettivamente i ricordi incapacitanti, quali, ad esempio, i ricordi traumatici della guerra, potrebbe aiutare la gente a vivere delle vite migliori.

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